LA VOCE DELLA LUNA
- trama -
Nella bassa padana, il mite Ivo Salvini, la cui mente è
sempre in biblico tra fantasie e realtà, crede di sentire
delle voci, provenienti dai pozzi della campagna illuminata
dalla luna, che lo esortano ad andare lontano per inseguire
il suo ideale di donna che assomiglia alla luna tanta amata.
Nel suo vagabondare ha diverse piccole avventure con strani
personaggi, tutti in possesso di una certa dose di follia:
l'eterea Aldina di cui è invaghito; lo strampalato oboista
che vive in un loculo cimiteriale; il bislacco Nestore con
l'attitudine a guardare il mondo dai tetti; lo stravagante e
grottesco Gonnella, un prefetto in pensione che sempre crede
di vedere congiure dappertutto e si affanna, di conseguenza,
per debellarle. Salvini, divenuto amico di Gonnella, viene
da questi nominato suo luogotenente: insieme irrompono in
una immensa discoteca; poi assistono ad una grande festa
organizzata per celebrare la cattura della luna ad opera di
una mostruosa trebbiatrice. Durante la ripresa televisiva in
diretta di questo avvenimento tutti risultano frastornati,
tra suoni, balli e grida, ad eccezione di Salvini e di
Gonnella - l'uno perché innamorato, l'altro perché
angosciato - i soli capaci di comprendere e rispettare il
fascino ed il mistero della notte, illuminata dagli astri e
piena di silenzio.
- critica -
Un contenitore grandioso e colorito. Ricche di pregi le
luci, la fotografia e le musiche: coloriti e sapidi i
personaggi di contorno, sorprendente la interpretazione di
Roberto Benigni e di Paolo Villaggio.(Segnalazioni
cinematografiche).
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